Condannato l’autore del gioco dei suicidi. Ma il fenomeno dilaga

Sono 157 i suicidi documentati a causa di Blue Whale Challenge, il gioco macabro che si è dilagato a macchia d’olio tra gli adolescenti di numerosi paesi. Oltre alla Russia, paese di origine, altri casi di suicidi preceduti da comportamenti strani nei ragazzini sono stati segnalati in Sud America, ma anche in  Gran Bretagna, Romania e Francia dove le autorità hanno lanciato campagne di sensibilizzarne al problema dei ragazzini lasciati da soli sui social.

Anche in Italia, dove Le Iene avevano affrontato l’argomento in un servizio shock, è stato segnalato il caso di un giovane lanciatosi senza motivo dal 12° piano di un palazzo.

Condannato per l’istigazione ai suicidi

L’ideatore del gioco si chiama Philipp Budeikin, ha 22 anni ed è un giovanissimo studente di psicologia. Accusato di aver indotto molti adolescenti al suicidio attraverso Vkontakte, un noto social network russo, il giovane è stato condannato a 3 anni e 4 mesi di reclusione.

Reo confesso, non si pente di nulla

La Blue Whale Challenge sarebbe nata come uno scherzo, ma sembra che l’autore abbia invogliato sempre più ragazzini a partecipare, manipolandoli fino a spingerli a farsi del male. Reo confesso, Philipp Budeikin è ora detenuto nel carcere di San Pietroburgo. Per la condanna è stato decisivo il suo comportamento. Non ha mostrato alcun segno di pentimento e anzi ha affermato che l’umanità un giorno lo ringrazierà per ciò che ha fatto.

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Blue Whale: un gioco mortale

Il gioco Blue Whale consiste in 50 giorni di prove da superare. Gli adolescenti adescati sui social entrano a far parte del vortice della morte. Prove apparentemente innocenti vengono seguite da prove macabre come quello di incidersi sulla pelle con una lama una balena per poi renderne pubblica una foto. Al termine dei giorni, Philipp Budeikin commissiona l’ultima atroce prova: trovare il palazzo più alto della propria città e buttarsi giù.

Le parole del giovane

Durante un interrogatorio ha detto: “Ci sono le persone e gli scarti biologici. Io selezionavo gli scarti biologici, quelli più facilmente manipolabili, che avrebbero fatto solo danni a loro stessi e alla società. Li ho spinti al suicidio per purificare la nostra società. Ho fatto morire quelle adolescenti, ma erano felici di farlo. Per la prima volta avevo dato loro tutto quello che non avevano avuto nelle loro vite: calore, comprensione, importanza“.

Menti malate, effetti distruttivi

La mente evidentemente malsana del giovane studente russo ha innescato una bomba a orologeria che si sta diffondendo in tutto il mondo. Dopo il suo arresto, in carcere gli giungono ogni giorno lettere d’amore da parte delle adolescenti che avrebbe dovuto indurre al suicidio.

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Tutto ciò è davvero molto preoccupante perché, anche se Philipp non è più in circolazione, altre menti sadiche potrebbero prendere il suo posto continuando il gioco Blue Whale o inventandone di simili. Il vero problema, in realtà, non è il folle di turno ma i giovani che aderiscono a questo genere di iniziativa. Forse sarebbe il caso di rivedere le strutture educative e comprendere il perché di tutto questo.

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Un articolo di Redazione Spazio Donna pubblicato il 19/07/2017 e modificato l'ultima volta il 02/07/2018