Avigan, il farmaco che secondo un farmacista italiano a Tokyo sta fermando il Coronavirus

Sta spopolando in queste ultime ore in rete un video in cui un ragazzo italiano in trasferta in Giappone ci fa la vedere come sia la situazione all’aperto in un sabato pomeriggio nella città di Tokyo. Il ragazzo è Cristiano Aresu, farmacista di origini romane, e parla del farmaco antivirale Avigan che cura il Coronavirus e che renderebbe la vita tranquilla a Tokyo nonostante l’epidemia sia ancora in pieno corso.

Chi guarda il video si accorge subito dell’esistenza di una realtà ben diversa da quella che l’Italia sta vivendo in queste drammatiche settimane. Il centro abitato sembra vissuto in maniera tranquilla, come se niente stia succedendo.

Dopo aver mostrato scene di un tranquillo pomeriggio in un noto quartiere di Tokyo, il farmacista ci racconta il motivo di tanta serenità. L’uso, appunto, del farmaco Avigan. Il paragone con l’Italia è lampante: mentre qui lottiamo continuamente contro questo mostro invisibile in attesa che cali la curva dei contagi, ci sono luoghi del mondo dove l’emergenza sembra ormai superata.

Il farmaco Avigan cura il Coronavirus in Giappone

Il ragazzo ci parla di un farmaco, l’antivirale Avigan che sembra riuscire a combattere il Coronavirus in maniera efficace. Ci racconta di come con questo farmaco nel Paese del sollevante sia riuscito a combattere il Coronavirus, come si trattasse di un semplice raffreddore. Queste le parole del 41enne: : “Avigan è un antinfluenzale fino a poco tempo fa venduto in farmacia: qui hanno scoperto che somministrato ai primi sintomi di Coronavirus, accertati con il tampone, blocca il progredire della malattia nel 91% dei casi“.

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Ascoltate dalle sue stesse parole:

Il video del farmacista a Tokyo

Il farmacista ha poi continuato dicendo: “L’Avigan da tempo si usa in Giappone per curare molti dei ceppi già noti del Coronavirus ma poi si sono resi conto che cura il 90% dei casi di questo nuovo virus. Hanno cominciato a sperimentarlo un paio di settimane fa e i risultati sono più che incoraggianti.”

Dopo queste dichiarazioni inaspettate e confortanti, l’Italia, come spesso accade, si è divisa in 2 tipologie di schieramenti; quello dei più ottimisti che vede in questo farmaco la fine di tutti i nostri problemi, e quello dei più cauti o che addirittura pensano si tratti dell’ennesima bufala.

Intanto il Presidente della Regione Veneto, Zaia, ha fatto sapere che partirà da subito la sperimentazione con questo farmaco.

Se controlliamo i dati sul Coronavirus che riguardano il Giappone troviamo un bassissimo tasso di letalità del Covid-19 rispetto a quello delle altri parti del mondo. Tutto ciò, nonostante si continui una vita tranquilla, senza la reclusione forzata che ormai tutti viviamo da giorni. Stando così le cose, noi qualche dubbio lo abbiamo.

Cosa è il farmaco Avigan

L’Avigan, o meglio il Favipirar, è un farmaco giapponese prodotto dal gruppo giapponese Fujifilm Toyama Chemical nel 2014. Il commento del direttore del Centro nazionale cinese per lo sviluppo della biotecnologia, Zhang Xinmin riguardo all’efficacia del farmaco sul Covid-19 è stato: Il farmaco è chiaramente efficace nel trattamento”.

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Avigan cura il Coronavirus? Le dichiarazioni dell’AIFA

L’AIFA – Agenzia Italiana del Farmaco in una nota ufficiale si è così espressa: “”Il medicinale non è autorizzato né in Europa, né negli USA. Ad oggi, non esistono studi clinici pubblicati relativi all’efficacia e alla sicurezza del farmaco nel trattamento della malattia da COVID-19. Sono unicamente noti dati preliminari, disponibili attualmente solo come versione pre-proof (cioè non ancora sottoposti a revisione di esperti), di un piccolo studio non randomizzato, condotto in pazienti con COVID-19 non grave con non più di 7 giorni di insorgenza, in cui il medicinale favipiravir è stato confrontato all’antivirale lopinavir/ritonavir (anch’esso non autorizzato per il trattamento della malattia COVID-19), in aggiunta, in entrambi i casi, a interferone alfa-1b per via aerosol”.

Saranno dichiarazioni ufficiali, fatto sta che se il farmaco non funzionasse avremmo un intero Paese di folli in giro come se niente fosse che, nonostante il comportamento “irresponsabile”, non muoiono come accade da noi.

Insomma in questo giro di speranze vere o false, ci auguriamo che questa sia la volta buona per uscire dall’incubo a cui siamo costretti.

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Un articolo di Redazione Spazio Donna pubblicato il 22/03/2020 e modificato l'ultima volta il 22/03/2020

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