Camminare a piedi nudi favorisce lo sviluppo cerebrale dei bambini

Spesso rimproveriamo i nostri bambini per l’abitudine di camminare a piedi nudi nei parchi, sull’erba e spesso anche nel fango. Si tratta di una reazione naturale legata al fatto che in questo modo temiamo possano sporcarsi e di conseguenza ammalarsi.

Dobbiamo però tenere a mente che queste nostre paure sono quasi completamente infondate; al contrario camminare scalzi può giovare allo sviluppo cerebrale e sensoriale di tutti, in particolar modo dei più piccoli.

Camminare a piedi nudi sviluppa i centri cerebrali superiori

Il sistema sensoriale è il principale sistema che consente ai centri cerebrali superiori di svilupparsi; attraverso i cinque sensi, ossia tatto, vista, udito, olfatto e gusto, i bambini creano le prime connessioni neurologiche e sviluppano la loro autonomia. Questo coincide con l’inizio della coordinazione dei movimenti; e proprio per tale ragione è indispensabile aumentare il più possibile le interazioni che i piccoli hanno con il mondo.

Camminare a piedi nudi aiuta lo sviluppo della capacità di percepire il movimento e la posizione dei nostri corpi nello spazio. Già dai primi mesi di vita i bambini iniziano ad acquisire la consapevolezza della propria posizione attraverso i cinque sensi; imparano ad alzare la testa, a rotolare, gattonare ed infine camminare. I piedi nudi aiutano a superare più velocemente tutte queste fasi dirette dal sistema vestibolare; e portano forza ed equilibrio alla loro crescita.

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Camminare scalzi benefici

Consentire quindi ai nostri figli di camminare scalzi, soprattutto nelle aree più ricche di particolari sensoriali, significa dare loro la possibilità di scoprire e stimolare tutti i sensi. Questo porta ad aumentare le connessioni neurologiche e apprezzare davvero al 100% e senza limitazioni ciò che stanno facendo.

Rae Pica, esperta di educazione, ha dichiarato: “I piedi sono le parti più ricche di nervi del corpo umano, il che significa che contribuiscono alla costruzione di percorsi neurologici nel cervello. Costringerli nelle scarpe, quindi, significa che stiamo eliminando ogni tipo di opportunità per il cervello dei bambini di coltivare nuove connessioni neurali“.

Se è vero, dunque, che da una parte la nostra cultura ci impone di indossare le scarpe per la maggior parte della giornata, è altrettanto vero che possiamo aiutare lo sviluppo delle connessioni neuronali dei nostri figli, trovando degli spazi e dei momenti in cui lasciare liberi i loro piedi.

In casa, in spiaggia o durante una camminata in campagna, permettiamo ai nostri piccoli di camminare a piedi scalzi: potranno arricchire il loro bagaglio sensoriale e avere uno sviluppo cerebrale più veloce e completo.

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Un articolo di Redazione Spazio Donna pubblicato il 19/08/2018 e modificato l'ultima volta il 19/08/2018