L’ influenza suina colpisce duramente gli italiani: ecco quello che devi sapere

Da settimane colpisce l’Italia: ha molti aspetti comuni alla normale influenza ma si caratterizza per i gravi sintomi gastrointestinali e respiratori. L’ influenza suina è una malattia infettiva provocata da influenzavirus A; è tipica dei maiali ma riesce ad infettare anche l’essere umano perché in grado di effettuare il c.d. salto di specie. Ma cosa dobbiamo sapere?

La malattia è stata osservata per la prima volta nel 1918. Il virus si propaga soprattutto tra gli allevatori e coloro che lavorano a contatto con i suini infetti. Chi viene contagiato, poi, trasmette il virus ad altri come accade per la normale influenza. Sebbene la diffusione dai maiali all’uomo non sia così frequente, il rischio di propagazione è concreto, tanto che nel tempo si sono verificate  vere e proprie epidemie. Tra queste, la più recente risale al 2009 e ha provocato addirittura 60 morti in Messico.

Epidemie a parte, si tratta di una influenza molto simile alla normale influenza stagionale, sia per i sintomi sia per gli effetti sulla salute.

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Cos’è l’influenza suina

Il nome è ovviamente legato all’origine animale. Il virus responsabile della patologia è l’H1N1, anche se sono noti altri ceppi tutti appartenenti alla famiglia delle Orthomyxoviridae. Si tratta di virus di dimensioni ridotte dalla forma sferica piena di formazioni che somigliano a spilli. Questi sono responsabili del continuo mutamento del virus che rende necessario un nuovo vaccino ogni anno.

A differenza dei suini, che vengono colpiti da questo tipo di influenza tutto l’anno, nell’essere umano la diffusione avviene durante il periodo invernale.

Come si contagia

La propagazione avviene per contatto diretto agli animali infetti o alle persone già contagiate. Sono sufficienti le goccioline rilasciate nell’aria dagli starnuti o dai colpi di tosse da chi è stato già infettato, o anche il contatto con superfici contaminate. Per prevenire il contagio occorre lavarsi spesso le mani. L’incubazione dura fino a 3 giorni, al termine dei quali la malattia si manifesta con i vari sintomi. E’ errato pensare che il contagio possa avvenire mangiando la carne di maiale.

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I sintomi

Sono praticamente uguali a quelli della comune influenza. Mal di testa, febbre, sonnolenza, tosse, dolori muscolari, brividi e tutte le manifestazioni tipiche del più diffuso male di stagione. La caratteristica del virus, ad ogni modo, è la comparsa di vomito e diarrea. La febbre solitamente sparisce in pochi giorni, mentre i sintomi respiratori si prolungano dopo la fine delle altre manifestazioni. Anche la convalescenza è simile a quella della normale influenza, ma spossatezza e tosse si prolungano anche fino a 20 giorni dopo l’esordio della malattia.

Le complicazioni

Come la normale influenza, anche l’influenza suina può avere gravi complicazioni; ciò accade soprattutto nelle persone predisposte e in quelle che hanno un sistema immunitario debole. In condizioni normali, si guarisce in poco tempo; tuttavia possono verificarsi casi più complicati caratterizzati da bronchiti, polmoniti, laringiti e tachicardia. Le manifestazioni più gravi comprendono addirittura miocardite, encefalite e altre complicazioni sul sistema nervoso. In casi più rari, la sintomatologia porta al pericolo di vita.

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Come si cura l’ influenza suina?

Per combattere l’influenza suina si può agire sulla prevenzione con il vaccino, oppure si può ricorrere a farmaci antivirali, come l’oseltamivir, lo zanamivir, la rimantadina e l’amantadina, che tuttavia presentano varie controindicazioni. Più comunemente si agisce come per la “normale” influenza stagionale, con antipiretici per abbassare la febbre, analgesici per sedare il dolore, sciroppo per calmare la tosse. I rimedi più utilizzati rimangono comunque l’ibuprofene e il paracetamolo.
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Un articolo di Redazione Spazio Donna pubblicato il 01/03/2018 e modificato l'ultima volta il 02/07/2018