Lotta al Coronavirus: ora tocca alla fase 4

Possiamo suddividere il periodo di tempo intercorso in Cina tra il primo contagio e l’ultimo in 4 periodi. Applicati i calcoli fatti in Cina alla situazione italiana, sulla base di quanto già appunto visto in  Cina e confrontando i dati tra i due Paesi, possiamo insomma dividere la lotta al Coronavirus in 4 fasi.

Lotta al Coronavirus: le fasi del contagio

Fase 1: inizio contagi in Cina

Era l’8 dicembre 2019 quando è stato identificato il primo focolaio nella città Wuhan. Da quel giorno sono iniziati i primi ricoveri e ci sono stati primi deceduti.

Azioni effettuate: chiusura del mercato dal 1 gennaio. Creazione dei primi punti di accoglienza dei contagiati.

Confronto con l’Italia: possiamo paragonare il caso Wuhan con i primi focolai italiani di Vo’ Euganeo e Lodi datati 20-21 febbraio.

Differenza temporale con la Cina: circa 2 mesi.

Fase 2: il virus incomincia a propagarsi in altre regioni della Cina

Era circa l’11 gennaio quando, causa la moltitudine di spostamenti dovuti al capodanno cinese, il virus inizia a dilagare. Questo periodo si è caratterizzato dall’assenza di vere azioni atte a contenere il contagio.

Confronto con l’Italia: la stessa fase la registriamo tra il 30 gennaio e cioè il giorno del ricovero dei 2 turisti cinesi allo Spallanzani e il 23 febbraio, data della istituzione delle prime zone rosse. In questo momento si è consentito il continuo spostamento delle persone in tutta la penisola.

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Differenza temporale con Cina: circa 1 mese e mezzo.

Fase 3: lotta al Coronavirus con il lockdown di Cina e Italia

Era il 23 gennaio quando è partito il Lockdown a Wuhan e in altre 15 città. In questa fase il governo cinese è intervenuto in maniera massiccia, con misure di contenimento durissime. Tutte le zone della Cina, infatti, sono state chiuse.

Confronto con l’Italia: possiamo paragonare questa fase con quella che in Italia ha preso il via dal blocco degli spostamenti inizialmente per alcune regioni – 4 marzo – e poi per il resto d’Italia 8 marzo, per continuare con il Decreto Io Resto a Casa dell’11 marzo e il 21 marzo con il blocco di altri settori lavorativi che non costituiscono fattore essenziale per la sopravvivenza del popolo italiano. Questa fase rispetto a quella cinese è stata più lenta, in quanto il popolo italiano è stato più restio al rispetto delle regole.

Differenza temporale con la Cina: circa 1 mese e mezzo

Fase 4: fase decisiva per debellare il virus, con la attenuazione dei contagi

Era il 2 febbraio quando in Cina sono arrivati i primi risultati. La centralizzazione logistica, con aree attrezzate per la quarantena, la protezione del personale sanitario e la buona gestione delle cure, insieme ad una identificazione più capillare dei contagi ha fatto si che la propagazione del virus sia andata scemando.

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Sembra che finalmente anche in Italia, visti i dati dei contagi in attenuazione degli ultimi giorni, siamo arrivati alla fase 4, che è quella decisiva.

Questa fase finale, a differenza dei primi due momenti che prevedevano un contagio in rapporto da 1 a 3,88, e del terzo con un range da 1 a 1,25, passa al rapporto contagi da sotto l’1 a 1, che dovrebbe valere tra qualche tempo lo 0.

Non è ancora, però, il momento di esultare. Questa è la fase più difficile, in quanto ogni piccolo errore potrebbe voler dire ritornare alle fasi precedenti. Per questa ragione, ora più che mai tutti dovranno osservare le massime cautele; lo Stato ma anche e soprattutto ogni singolo cittadino, con il rispetto esemplare delle regole fissate. Solo così potremo assistere al definitivo calo della curva dei contagi.

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Un articolo di Redazione Spazio Donna pubblicato il 24/03/2020 e modificato l'ultima volta il 24/03/2020

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