Kate Middleton lancia una nuova moda: partorire in casa

Se da un lato la scienza fa passi da gigante, dall’altro si registra una controtendenza sempre più diffusa: partorire in casa. I vantaggi del parto casalingo in assenza di complicazioni sono numerosi e ne è prova il numero dei casi, che, secondo uno studio pubblicato dal Giornale di Ostetricia e Salute per le donne, negli ultimi 20 anni è aumentato vertiginosamente.

Nel Regno Unito la moda è “esplosa” da quando la Duchessa Kate Middleton ha annunciato l’intenzione di dare alla luce il suo terzo figlio in casa. L’effetto immediato? La richiesta di ostetriche private è quasi raddoppiata nell’arco di pochi mesi. Potrebbe sembrare una coincidenza, ma il 21% delle 600 mila donne intervistate nel Regno Unito ha confermato che la propria scelta di partorire in casa è stata influenzata proprio dalla decisione di Kate Middleton.

Non c’è dubbio: la Duchessa è stata fonte di ispirazione per molte donne, e questo potrebbe essere solo l’inizio. Se la tendenza è questa, in futuro potremmo assistere ad un numero sempre più cospicuo di donne che scelgono di partorire in casa. In Italia, sono circa 150o ogni anno.

Partorire in casa: perché?

Un tempo si affermava che partorire in ospedale aveva diminuito notevolmente i tassi di mortalità, ma questa affermazione non tiene conto di tutti i controlli in gravidanza che oggi riescono a scongiurare i rischi connessi al parto. Sono molti gli studi che rivelano che il tasso di mortalità non aumenta con il parto in casa. La pratica anzi ha rivelato risultati molto positivi nella stragrande maggioranza dei casi.

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In realtà, se è vero che un parto casalingo può mettere a rischio madre e figlio, molti dottori non sono contrari alla pratica. Ovviamente vanno adottate tutte le misure necessarie e la gravidanza deve essere seguita da un medico che possa stabilire se il parto in casa possa essere fattibile e sicuro.

Uno studio recente dei ricercatori Cochrane ha rivelato inoltre che le donne che partoriscono a casa hanno meno probabilità di dover essere sottoposte ad inutili interventi chirurgici durante il travaglio o il parto. Si è registrato infatti un calo tra il 20 e il 60 % tra taglio cesareo ed epidurale e, ancora una diminuzione del 10-30 % delle emorragie post parto e delle lacerazioni perineali.

Partorire in casa: quando è possibile

La decisione di partorire in casa è molto difficile e va affrontata con il padre del nascituro e soprattutto con il medico che ha seguito la gravidanza. Bisogna infatti valutare gli svantaggi e comprendere quali sono i casi che possono lasciare un certo margine di tranquillità.

Prima di ogni cosa la gravidanza deve essere giunta a termine senza alcuna difficoltà; il bambino deve essere in posizione cefalica, la pressione sanguigna deve essere nella norma, non deve esserci anemia.

Se l’inizio del parto avviene prima della 36° settimana o dopo il termine di due settimane, il parto deve avvenire in ospedale. Il parto ospedaliero inoltre è indicato se la placenta è bassa, se il parto è gemellare, se la mamma ha sviluppato anticorpi contro il fattore Rh e nei casi di alterazioni cardiache, renali, circolatorie, epilessia o diabete. In ogni caso, in assenza di complicazioni è sempre preferibile che l’ospedale sia distante non oltre mezz’ora da casa.

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Partorire in casa: vantaggi

Partorire in casa è sicuramente un evento emozionante. L’intimità delle mura domestiche aiuta a rilassare la partoriente dandole un senso di sicurezza e di protezione che difficilmente può trovare nel caos di un ospedale.

I vantaggi sono soprattutto di carattere psicologico, perché si evita il distacco della partoriente dalla propria famiglia. Spesso la permanenza in ospedale viene vissuta come una separazione forzata, soprattutto per gli altri figli. Se la mamma partorisce in casa, i più piccoli non vedranno il nuovo arrivato come un estraneo venuto da lontano. Effetti positivi sono evidenti anche per il partner, che può sentirsi utile e importante dal primo momento.

In ogni caso, quella di partorire in casa deve essere una scelta consapevole e deve tener conto della salute della mamma e del bambino; in nessun caso può essere dettata da una moda o affrontata con leggerezza.

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Un articolo di Redazione Spazio Donna pubblicato il 05/01/2018 e modificato l'ultima volta il 02/07/2018