Covid-19: ideato in Italia il sistema che raddoppia i respiratori polmonari

Apprendiamo giornalmente i dati sconvolgenti riguardo la curva dei contagi da Coronavirus. Numeri che ogni giorno crescono in maniera esponenziale; la sanità è al collasso, i reparti di terapia intensiva sono saturi, i respiratori polmonari non bastano più.

In queste situazioni solitamente l’uomo tira fuori il meglio di sé, cercando di fare ricorso a tutto il proprio ingegno. È proprio quello che è successo al professor Marco Ranieri del Dipartimento di Scienze mediche e chirurgiche dell’Università di Bologna e ad alcuni colleghi; con una intuizione geniale sono riusciti a collegare due persone ad un ventilatore tramite un solo circuito, raddoppiando potenzialmente così i posti  critici.

I ventilatori polmonari detti anche respiratori sono apparecchiature che permettono la respirazione meccanica. Solitamente ogni respiratore serve ad una sola persona; ma con l’intuizione del Prof. Ranieri, grazie ad un circuito supplementare costruito ad hoc, si è riusciti ad usare questo apparecchio su due persone contemporaneamente.

Respiratori polmonari per due persone

La scoperta è sensazionale. La malattia Covid-19 provoca in alcuni pazienti gravi forme di polmonite con crisi respiratorie e solo l’uso di questa macchina può limitare i danni. Il dilagare di questa epidemia sta rendendo necessario moltiplicare questi strumenti. Grazie alla genialità di questo medico, quella che poteva essere un’emergenza sulla disponibilità dei respiratori potrebbe essere presto superata.

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Queste sono le parole del prof. Ranieri: “Insieme al mio corrispondente lombardo Antonio Pesenti, abbiamo cercato soluzioni a questo problema, guardando cosa è stato fatto all’estero e consultando altri colleghi”.

Poi continua: “E siamo arrivati ad ipotizzare un circuito che consentisse a una sola macchina di ventilare due persone contemporaneamente. Abbiamo quindi chiamato l’azienda Intersurgical di Mirandola, che si è attivata immediatamente per realizzare un prototipo”.

Il circuito prototipo che consente di fare questa modifica è praticamente realtà, perché tempestivamente realizzato da un’azienda modenese, la Intersurgical.

Su questa grande intuizione si è anche espresso il commissario per l’emergenza Coronavirus della Regione Emilia-Romagna, Sergio Venturi. “È una notizia che ci riempie di orgoglio”, “un’impresa di Mirandola in sole 72 ore ha fornito il primo prototipo che è già stato testato dall’ospedale Sant’Orsola di Bologna. Funziona, e nei prossimi giorni saremo in grado di fare gli ordinativi, destinando la strumentazione alle province più colpite dal virus. Una collaborazione straordinaria tra clinici e industria che metterà a disposizione del sistema sanitario un dispositivo preziosissimo in grado di raddoppiare i posti in terapia intensiva”.

Insomma, in questa marea di fatti drammatici merita il giusto risalto quella che non è solo una buona notizia, ma un vero e proprio gesto eroico in un momento in cui è fin troppo facile lasciarsi sopraffare dallo sconforto. Il nostro più sentito grazie, insomma, ai medici italiani che sono riusciti a regalarci una speranza.

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Un articolo di Redazione Spazio Donna pubblicato il 21/03/2020 e modificato l'ultima volta il 21/03/2020

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