Sintomi del diabete: ecco come scoprirlo in tempo

Sono sempre più numerosi i casi di diabete di tipo 2 e questo è certamente determinato dalle cattive abitudini, soprattutto alimentari. Una dieta eccessivamente carica di zuccheri, infatti, crea o contribuisce a creare le condizioni per l’esplosione della malattia. Ma quali sono i sintomi del diabete e come scoprirlo in tempo?

Sintomi del diabete di tipo 1

  • poliuria (quantità di urine aumentata)
  • sete eccessiva
  • perdita di peso ingiustificata
  • stanchezza
  • sensibilità aumentata alle infezioni
  • secchezza cutanea
  • Esordisce improvvisamente
  • È spesso associato a stati febbrili

Perché avviene questo?

I primi segnali dipendono anzitutto dal tipo di diabete.

Si parla di poliuria quando vengono prodotti oltre 2 litri di urina al giorno. La poliuria è determinata dall’eccesso di zuccheri nel sangue che non permette ai reni di lavorare in modo ottimale. Questa condizione li porta infatti a prelevare dal corpo più liquidi per diluire lo zucchero.

La poliuria viene diagnosticata quando la produzione giornaliera di urina supera i 2 litri al giorno. Anche la sete è una conseguenza dell’aumento di produzione delle urine. E’ il corpo stesso, infatti, che richiede maggiori liquidi per evitare la disidratazione.

Inoltre la stanchezza e la debolezza muscolare hanno un motivo specifico. Di norma gli zuccheri vengono trasportati dal sangue e prelevati dagli organi grazie all’insulina; se questa non viene prodotta a sufficienza o la sua presenza non viene “vista” dalle cellule, accade che l’energia prodotta dagli zuccheri non è più disponibile.

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Per questo motivo il corpo sente più fatica. Nel lungo periodo vi sono altre manifestazioni come la visione offuscata, neuropatie, ulcere agli arti inferiori.

I sintomi del diabete di tipo 2

Viene indicato come il nemico silenzioso, perché i suoi sintomi sono meno evidenti e spesso non consentono una diagnosi tempestiva. Anche se i valori di glicemia sono elevati, chi ne soffre potrebbe non accusare alcun tipo di disturbo e questo impedisce di prendere misure adeguate in tempo utile.

I sintomi sono in gran parte comuni al tipo 1: aumento delle urine con minzione notturna più frequente, perdita di peso non giustificata da una dieta, sete, astenia, episodi di candida, lenta guarigione delle ferite, secchezza oculare. Sono proprio questi gli indici di una eccessiva quantità di zuccheri nel sangue.

Per diagnosticare il diabete di tipo 2 è certamente necessario rilevare i valori di glicemia con gli esami del sangue o con l’apposito apparecchietto pungidito; questo servizio di solito è disponibile presso numerose farmacie.

Come scoprire se hai il diabete

Per una diagnosi sicura deve essere rilevata una delle seguenti condizioni, che si sia verificata in almeno due occasioni:

  • Valore di emoglobina glicata uguale o superiore a 6.5 %
  • Glicemia superiore a 200 mg/dl in qualsiasi momento della giornata, unito ai sintomi del diabete (sete, eccesso di urine, calo di peso)
  • Valore di glicemia a digiuno superiore a 126 mg/dl (il digiuno deve essere protratto per almeno 8 ore)
  • Glicemia uguale o superiore a 200 mg/dl durante l’esame della curva da carico glicemico
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Vi sono infine situazioni limite, che rimangono a livello di intolleranza glucidica e che si hanno quando i valori di glicemia non sono così alti ma comunque si verificano le seguenti condizioni:

  • Valore di glicemia a digiuno compreso tra 100 e 125 mg/dl
  • Glicemia nel corso della curva da carico glicemico compresa tra 140 e 200 mg/dl
  • Valore di emoglobina glicosilata compreso tra 6.0 e 6.4.

Le condizioni descritte generalmente si accompagnano ad altre manifestazioni, come ipertensione, sovrappeso, eccesso di grassi nel sangue. L’intolleranza glucidica precede il diabete di tipo 2, ma può anche essere un fenomeno reversibile se viene adottato uno stile di vita sano.

In particolare, una sana alimentazione e la riduzione drastica del consumo di dolci, attività fisica costante e perdita di peso possono impedire l’insorgenza della patologia più grave. In alcuni casi si può ricorrere a metodi naturali o all’assunzione di farmaci, che però devono essere rigorosamente prescritti da un diabetologo o da un endocrinologo.

Un articolo di Redazione Spazio Donna pubblicato il 06/01/2018 e modificato l'ultima volta il 15/01/2020