Far vincere sempre i nostri figli provoca seri danni. Ecco perché

Un’abitudine che spesso i genitori hanno è quella di lasciar vincere sempre i propri figli. Non sanno, però, che questo non è un bene e che anzi potrà provocare un grave deficit, impedendo al bambino di poter sviluppare in pieno le capacità di autostima e di problem solving.

Far vincere falsamente un bambino è deleterio

Intanto perché gli togliamo l’occasione di vincere veramente. I nostri figli cercano la sfida e si sentono stimolati da quello che devono ottenere con lo sforzo. Vincere sempre trasmette un’idea che non solo è falsa nel momento del gioco, ma che a lungo andare genererà l’inconscia convinzione – altrettanto falsa – di avere la strada spianata e di poter vincere senza dover lottare troppo.

Queste convinzioni e il loro radicarsi producono un effetto domino che diventa distruttivo. Cosa accadrà al bambino che, divenuto adolescente e poi adulto, non ha sperimentato l’ostacolo e ha sempre ottenuto tutto facilmente? Semplice: sarà un debole e non sosterrà il peso delle sconfitte che la vita, ahimé, riserva a ciascuno di noi. Quel bambino infatti non avrà dentro di sé le strutture che invece gli sono necessarie per parare i colpi della vita. Non avendo acquisito il senso e l’importanza della sconfitta, rimarrà privo di tutte quelle strategie che la nostra mente attiva per superare questo momento e allenarsi per riuscire finalmente a vincere. Non bisogna infatti dimenticare che è proprio la sconfitta che produce lo sforzo necessario per migliorare la propria prestazione.

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Sviluppare l’autostima

Quello che accade spesso a un genitore alle prese con il difficile compito di giocare con un figlio è il senso di colpa, la paura di intaccare l’autostima del bambino che si vede perdente. Una volta compreso che questo non è vero, quali sono le strategie per superare questo senso di colpa nei confronti del bambino e smettere di aiutarlo a vincere?

Dargli vantaggio  

Quale che sia il gioco, dare vantaggio al bambino può essere un buon metodo per essere sullo stesso piano ed evitare che la sua vittoria sia artefatta. Farlo partire prima in un gioco di velocità, o comunque tenere conto della difficoltà del gioco, è importante. Un ottimo sistema è quello di giocare a collaborare: anziché porsi l’uno contro l’altro, mettersi insieme contro un altro avversario darà l’idea del sostegno ed eviterà il senso di colpa.

Sbagliando s’impara

Sembrerà una frase fatta, ma è importante insegnare che anche dall’errore si può imparare. Questo non significa assolutamente rinunciare a vincere o dare l’idea che vincere non sia importante; insegnare ad accettare il risultato significa infondere uno spirito sportivo che lo aiuterà a crescere. Significa infatti porre una base molto forte per superare gli ostacoli futuri.

Ricercare le ragioni della sconfitta

Un passaggio importantissimo è insegnare ad affrontare la sconfitta. Raccontarsi cosa è successo durante il gioco e cosa ha portato al risultato negativo porterà il bambino a gestire emotivamente questo momento. Per questo motivo bisogna insegnare che non è il caso di arrabbiarsi con gli altri e far sì che il piccolo concentri l’attenzione su cosa il vincitore ha fatto meglio e cosa può migliorare la prossima volta.

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Insegnare a perdere aiuterà a vedere la sconfitta come un’opportunità per migliorare; solo in questo modo il fallimento non sarà visto come un dramma e la frustrazione non prenderà il sopravvento. E’ molto importante dare il senso di responsabilità e fargli vedere dove ha sbagliato e cosa può migliorare, Solo così la sconfitta non diventerà “colpa” dell’altro o peggio della sfortuna. Vedere l’errore sarà il momento per correggersi e cambiare la prospettiva.

Insegnare ad impegnarsi per vincere

Il gioco è un momento di insegnamento senza pari. Nel momento in cui il bambino si confronta con la sconfitta, potremo prepararlo ad affrontarla nel modo migliore. Ad esempio, potrà essere utile fargli ripercorrere tutte le fasi del gioco per fargli capire l’importanza di ogni momento e per rafforzare in lui le fasi del gioco che non ha curato bene. L’autocritica e il riconoscimento dell’impegno dell’altro faranno il resto: si dovrà fare in modo di far capire al bambino che non è importante vincere a tutti i costi, ma che la vittoria richiede un impegno costante in tutte le fasi del gioco ed è un premio per chi si è sforzato di fare bene tutto. In questo modo trasmetteremo l’idea di successo come risultato di un impegno costante.

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Un articolo di Redazione Spazio Donna pubblicato il 05/01/2018 e modificato l'ultima volta il 05/01/2018